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In Val Ferret, Les Maisons de Judith ospitano la mostra RIVELARE - RÉVÉLER

Estate 2017 / Les Maisons de Judith

RIVELARE - RÉVÉLER

Antologica di Christo e Jeanne-Claude a cura di Paolo Repetto

Dal 29 luglio al 20 agosto 2017 presso Les Maisons de Judith, al Pra Sec in Val Ferret, ci sarà la mostra RIVELARE - RÉVÉLER

Per il quarto anno consecutivo l’associazione culturale Art Mont Blanc - fondata da Glorianda Cipolla nel 2010 - propone, in collaborazione con il FAI - Fondo Ambiente Italiano, il più importante evento artistico dell’estate a Courmayeur. Nelle due baite lungo la Dora della Valle Ferret, già esistenti come fienili nel 1740 e trasformate in un rifugio romantico da Judith Glarey, prosegue il dialogo tra la dimensione spirituale dell’arte contemporanea e l’ambiente ascetico del Monte Bianco.

L’esposizione RIVELARE - RÉVÉLER è di alto profilo culturale perché presenta - per la prima volta in Valle d’Aosta – una quindicina di opere: tecniche miste, disegni, collage, gouache dei coniugi statunitensi Christo Yavachev (1935) e Jeanne-Claude Denat de Guillebon (1935 - 2009), meglio noti come Christo e Jeanne-Claude, fra i maggiori rappresentanti della Land Art. Le loro opere, i loro progetti, non soltanto stupiscono per l’arditezza di concezione, ma soprattutto insegnano a re-imparare a vedere, esortano a ri-scoprire la realtà con occhi nuovi. Guardare, osservare, significa capire, conoscere; e ancora oggi, in inglese, “io capisco” si dice anche I see (io vedo).

Il vero viaggio di scoperta, perciò, non consiste tanto nel cercare nuovi paesaggi, quanto nell’avere nuovi occhi con cui guardare ciò che si dà per scontato, come scriveva Marcel Proust nel suo celebre

romanzo À la recherche du temps perdu. Le opere in mostra sono relative a progetti realizzati - o soltanto ideati - da Christo e Jeanne-Claude tra il 1964 e il 2017. Selezionate da Paolo Repetto, sono tra le più rappresentative del loro lavoro e documentano un processo artistico che avanza per velamenti e disvelamenti, progettando per decenni installazioni che spesso vivono soltanto due settimane.

Dai 380 alberi impacchettati con teli bianchi lungo Avenue des Champs Elysées di Parigi (1969), al progetto del 2006 (in cantiere) di coprire il corso del fiume Arkansas in Colorado, Over the river; dall’imballaggio di Porta Pinciana a Roma (1974) e del Reichstag di Berlino (1986), alla costruzione di una Mastaba (o panca mesopotamica) concepita nel 1977 e ancora da realizzare nel deserto di Abu Dhabi, dai Gates di Central Park a New York fino alla copertura con una passerella galleggiante del tratto del Lago d’Iseo che collega Sulzano con Monteisola (The floating Piers, 2016), in mostra sono presentate quasi tutti i loro temi - di natura o di cultura - che hanno visto intervenire Christo in maniera diretta, ma sempre per poco tempo, su edifici, monumenti, ambienti urbani o paesaggi interi. Velare una scultura, un tratto di costa, una presenza, un luogo - come fa da quarant’anni Christo - per poi svelarli, è un gesto di alto valore simbolico; è un digiuno dello sguardo, è un riposo della mente, è qualcosa di salutare, propedeutico, alfine di poter riassaporare in modo nuovo ciò che ci circonda: «We only do works of joy and beauty» - facciamo solo lavori di gioia e bellezza – dice oggi Christo, citando la moglie Jeanne-Claude.

 

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